In primavera dell’anno 2002 ho ricevuto da Franca Alleva la comunicazione: si costruisce il gruppo teatrale “soleluna”, chi vuole partecipare? Io, Irma. Non aspettavo altro.

Dopo il primo incontro informativo, qualche “ripasso” sulle espressioni psichiche di canto e danza Franca A. ci fa la domanda: “Quale personaggio ti piacerebbe essere?” La “Bella addormentata” ! Risposta spontanea ma anche motivata perché per anni ho fatto la “bella addormentata”, non vivendo le mie capacità, poi la filosofia di Pyare Lal Bedi mi ha svegliata come ilPrincipe Azzurroal “mio Essere”.  Sono seguite ricerche sulla simbologia oggettiva.
 
Ci sono stati momenti di confusione della specie: “non hho capito che cosa non ho capito”. Siamo arrivate alla conclusione che il personaggio della principessa era troppo “irreale”, quindi la “Bella” è diventata Isabella, una donna “comune” dei nostri tempi, tante qualità e praticamente “il mondo e gli uomini ai suoi piedi”, ma Isabella è troppo superficiale, guarda solo l’esteriorità e quindi quando trova il suo uomo ideale, che cerca disperatamente perché ha bisogno d’amore, non è mai contenta, per qualche piccolo particolare che “non va” perché non corrisponde al suo “modello” di uomo.

Il titolo iniziale era “Paura, paura della felicità”, che ha suscitato una certa inquietudine nel gruppo, che nel frattempo si era ridotto a 2 membri: Franca Scarpat ed io (gli altri probabilmente sono fuggiti dalla felicità). Andando avanti mi ha assalito il dubbio che stavo facendo una terapia sul problema “paura della felicità”.
Ho vissuto una vasta gamma di emozioni, da un’ansia incredibile o un’impazienza gioiosa, dopo le prove le emozioni erano da “ancora più ansia e confusione” o “semplicemente felice”.

Ci sono stati momenti di pianti, lacrime di gioia con abbracci, momenti di rifiuto ma accompagnato da “teniamo duro”.

Ci sono state “fughe” dalle prove con tutte le scuse “impossibili”. Con la mia “compagna di dolore, Franca S. ci facevamo coraggio a vicenda. Ero sempre più consapevole che stavo interpretando un “modello” di donna e, purtroppo o meno male, mi sono riconosciuta in questo modello, almeno in parte.

E’ arrivato anche il momento fatidico del “non ne posso più, BASTAAA!”. A QUEL PUNTO Franca A. ci comunica allegramente: “la terapia è finita, adesso comincia il vero teatro”.

Finalmente siamo riuscite ad osservare i nostri personaggi psichicamente. Fino ad all’ora avevamo dato solamente la nostra interpretazione, ma il vero personaggio era tutt’altro.
Questa scoperta è stata molto affascinante, appunto per questa differenza notevole.
Tutta la “storia” è stata “scritta” dalla nostra sensibilità, tutti i monologhi sono “usciti da soli” e che meraviglia come si sono “incrociati automaticamente” i dialoghi.
Il lavoro che mi ha dato più soddisfazione è l’espressione delle emozioni di Isabella attraverso la danza e il canto. Adesso siamo arrivate alla presentazione del “nostro” spettacolo: – Modelli –Irma = Isabella .

RINGRAZIO la VITA che ci da la continua possibilità di “RISVEGLIARCI” per poter scegliere di ESSERE. Anche se la seguente poesia è stata scritta nel “LONTANTO 1997” è tuttora valida perché è un CONTINUO RISVEGLIARSI. Secondo me si collega al personaggio di Isabella che decide di CAMBIARE, quindi di risvegliarsi, per ESSERE se stessa, diversamente fino ad ora, quando non si sa, ma comunque SARA’ perché Isabella ha fatto la sua scelta. Questo vale per tutti i “modelli”: diventare consapevoli dello stato di “esistere”, risvegliarsi, uscire dai modelli per ESSERE … Attraverso la filosofia Bediana ho scoperto il “grande meraviglioso universo in me stessa”.
RISVEGLIO
Stavo dormendo
sognando la vita
legata dalle catene del non-movimento
incubo nero dentro di me
mi sono svegliata
liberata
dalle catene dell’immobilità
mi sono tolta i vestiti dell’apparenza
uno per uno
via
con fatica enorme
con grande sofferenza
adesso sto qui
nuda
alle luce
proprio come sono
IO.

La nostra registra Franca A. è stata una “guerriera di luce” che con la sua “spada di chiarezza” ha colpito senza pietà (giustissimo) tutte le nostre illusioni (facendoci a spezzatino e delle volte anche alla brace) per metterci di fronte alla realtà: le nostre capacità.
E’ stata “tremendamente” rigorosa, “pretendendo il massimo possibile” di ognuno di noi! Ma proprio per questo un grazie dal profondo del mio cuore per TE Franca A., per averci trasmesso questa saggezza! Questi incontri rimarranno per noi un’esperienza indimenticabile, nel dolore e nella gioia comune! (Irma Broer)