I genitori dicono che ciò desiderano per i figli è : – che siano felici-.
Ma quale felicità?
Quella che immagina il genitore?
Diciamo che siamo tutti diversi “le mille sfaccettature di un unico meraviglioso diamante” però nella pratica pretendiamo che siano tutti uguali a noi, chi la pensa diversamente viene rifiutato, chi non segue “il nostro tracciato” viene criticato, non accettato. E poi parliamo d’amore,
COSA amiamo?
Educare è ben diverso da allevare, o semplicemente crescere i figli e -dargli una posizione-.
Amare i figli è primariamente vedere in loro una persona che noi dobbiamo guidare, proprio come abbiamo fatto per insegnarli a camminare, affinchè potesse camminare sulle SUE gambe.
Il dottor Edwuard Bach ha detto una cosa molto vera.”….il fanciullo che abbiamo di fronte è un’anima che torna per proseguire il suo cammino evolutivo ed i genitori hanno il nobile compito di essergli tutori temporanei, e questo fanciullo piò essere un’anima molto più evoluta di noi”.
Dunque facciamo lo sforzo, noi adulti che abbiamo scelto di generare, di non limitarci a istruire,
– se va bene a scuola va tutto bene -.
Ricordiamo che non vanno a scuola per farci fare bella figura, non stanno studiando per noi, noi abbiamo già studiato, non ci portano a casa voti ma si stanno informando, istruendo per la loro conoscenza, per la loro istruzione, per la LORO realizzazione.
Il compito dei genitori è l’impegno ad essere sempre al loro fianco pronti a sostenerli e incoraggiarli nel LORO cammino.
I figli ci osservano, da appena nati,
anche quando non ce ne accorgiamo
e da quello che vedono
vedono cosa li aspetta da “grandi”:
qui nasce la paura, la rinuncia oppure l’entusiasmo, la forza.