Le Tecniche Vibrazionali prevedono anche la terapia R, ovvero ricercare le radici più remote MA prima di accedere a questa ricerca bisogna aver ben chiara la giusta motivazione e sapere come procedere in modo etico, mirato e soprattutto poter verificare.
“Andare a vedere chi ero” è una pratica non contemplata nell’etica di queste Tecniche poichè questo tipo di ricerca, ripeto, serve solo per individuare la radice profonda quando ne è il caso.
La cosa buffa è che sento, purtroppo, persone utilizzare questa “scoperta”, come nuova maschera completamente inutile all’evoluzione personale, cosa che emerge quando dicono:”eh si è così perchè nella vita precedente ero…” Oltre che pare si reincarnino solo principi, regine, personaggi di spicco anche nel male, difficilmente un antico romano addetto alle latrine o un compagno dell’uomo di Neanderthal.
Bisogna avere chiaro che esiste un codice genetico e questo passa di generazione in generazione, ovvero nel mio DNA ci sono tutti i persongaggi che mi hanno preceduta e che hanno aggiunto codici comportamentali, legati alle loro epoche, ai loro timori, alle loro esperienze, ai loro complessi, ai loro vissuti nei loro contesti storici-sociali.
La scoperta del DNA conferma l’affermazione che nessun neonato è tabula rasa. Oltre al fatto scientifico che il comportamento modifica il codice ed è questo che mi conferma quanto appreso nelle Tecniche Vibrazionali ovvero, non è la malattia che si eredita ma l’atteggiamento, nei confronti della vita, che porta a quella malattia. Lo dico con cognizione di causa avendo personalmente sperimentato “l’ereditarietà” delle vene varicose, verifica che è stata decisiva per la mia scelta dello studio di queste tecniche.
A questo proposito un’altra cosa da avere chiara è il karma:
“...Dobbiamo essere consapevoli che la forza del Karma non è assoluta, come il concetto induista della sua inevitabilità vorrebbe invece farci accettare.
Poi, un fattore ancora più fondamentale, dobbiamo conoscere la vera natura della forza negativa.
La forza negativa si sviluppa come reazione ad un atto malvagio. Quindi, per propria natura, è una forza reattiva.
Secondo la natura di ogni forza, anche questa forza reattiva creata dall’uomo, vuole vivere la sua qualità.
La qualità della forza negativa è quella di rimbalzare indietro con ugual forza. Quado è rimbalzata ha esaurito il suo compito: non si preoccupa se ha colpito il bersaglio oppure no.
Chiediamoci come mai:
perchè la forza negativa non è una forza di giustizia ma solo una forza reattiva, una forza nata in reazione a un atto di male.

Si sbagliano coloro che credono che la forza del karma sia una forza dispensatrice di giustizia.
Da questo misconoscimento deriva l’ossessionante convinzione della inevitabilità del Karma che rafforza la fede schiavizzante nel destino e nella sua fatalistica ineluttabilità.” (da La Coscienza Occhio dell’Anima, di B. Bedi, ed. Zanfi)