Vincere la paura e la Forza Negativa si può più facilmente di quanto si immagina.
I percorsi di crescita, attraverso le varie metodologie della Tecnica Vibrazionale, che fa di me il tuo mentore, aiutano a chiarire le motivazioni profonde utili al riconoscimento della forza negativa e quindi come, nel quotidiano, imparare ad evitarla e proseguire nel proprio, unico, cammino evolutivo che procura soddisfazione – autostima – gioia – equilibrio.

Prima di vedere come riconoscere le frecce che la forza negativa scaglia per imedirci di avanzare, rivediamo qualcosa dei precedenti articoli sulla paura dove abbiamo visto che :
_ … dobbiamo riconoscere che la paura ha due facce:
una appartiene l’ovvio e riconoscibile, per esempio vedi uno che ti punta la pistola e metti le mani in alto per paura. Questo sentire paura è valido perché è di fronte ad una realtà concreta e riconoscibile.
L’altra faccia è legata col pensiero, come sua origine.
Qual’è la dinamica che proietta la paura attraverso il meccanismo del pensiero?
Questa dinamica la riconosciamo come forza negativa.
E’ nel capire in profondità il modo in cui la paura opera, che possiamo affrontare la paura come malattia brutale
-L’origne della paura del buio nella maggioranza dei casi, forse tutti, nasce nella nostra infanzia quando gli adulti, pensando di fare bene, ci parlano del buio in termini di minaccia, inconsapevoli, spero, che invece ci stanno condizionando alla paura, e quindi rfiuto, del diverso, dello sconosciuto.
Un bimbo, per sua natura, è curioso di conoscere, di esplorare e l’adulto ha il preciso compito di guidarlo in questo, accompagnandolo e rassicurandolo, lasciandolo anche sperimentare piccole conseguenze negative, ovvero non colpevolizzare l’errore ma sempre invitando a riflettere con una semplice domanda: “cosa hai imparato da questo errore?”
Perchè se si dice che sbagliando si impara come mai colpevolizziamo gli errori e addirittura arriviamo a trasformarli in condanne dicendo – sbegli sempre – non ne fai una giusta – non sei capace – .
Tutte queste affermazioni incatenano una personalità anzichè alimentarne il pieno sviluppo. Inoltre queste frasi non fanno trarre esperienza, e quindi insegnamento dall’errore.
Ora si capisce perchè domandare cosa hai imparato da questo errore è vermente utile?
E si capisce come nasce il complesso di incapacità, e di conseguenza la disistima?
Il complesso è credersi ciò che non si è, sia esso di inferiorità che di superiorità, quest’ultimo per altro, in essenza, è solo una difesa.
Da tutto ciò si puo capire cosa c’è nella paura del buio?
Ora esaminiamo come opera la forza negativa, che ha il compito di fermare la nostra evoluzione, perché  noi non nasciamo per soffrire ma con il compito di evolvere.
Bedi diceva che la paura scatenata dalla forza negativa, è come un cane che abbaia per spaventarci e non farci avanzare ma questo cane è legato ad una catena, quindi se osserviamo la catena possiamo calcolare come aggirare il cane e proseguire.
La rappresentazione della stella nera invece ci mostra le “frecce” che la forza negativa scaglia per fermarci e Bedi insegna che se osservi la freccia arrivare puoi scansarla.
Osserviamo come identificare queste frecce nere.
Nella stella nera vediamo la freccia dei complessi.
Vediamo come i complessi possono fermarci e causare paura.
Penso che non sono all’altezza e quindi non mi stimo capace e da qui il complesso di inferiorità, oppure precedentemente ho tentato senza riuscire e anzichè ritentare mi do per sconfitto, invece di considerare un insucesso come ua situazione temporanea dalla quale apprendere come ripetere evitando le azioni che mi hano portato all’insuccesso.
In sintesi: di un episodio faccio un anello da aggiungere alla catena dei complessi di incapacità, senza neppure considerare attentamente se quell’episodio è legato ad un desiderio genuino, che mi interessa davvero oppure no e per questo non mi è risultato.
A proposito di catene consiglio la lettura del libro “Spezzare catene” che trovate qui e che potete scaricare dal web.

Vediamo ora la freccia dei condizionamenti.
Noi veniamo condizionati appena nati, “ se non mangi la mamma non ti vuole più bene” è una frase terribile che purtroppo viene ancora usata pensando, oltretutto, di fare del bene.
Mano a mano che cresciamo ci convinciamo che per essere amati dobbiamo – fare – , soprattutto dobbiamo rispondere alle aspettative dei nostri cari, i quali però non considerano le nostre di aspirazioni.
L’essere amati per il semplice fatto di esistere è cosa ancora un poco difficile da comprendere pienamente perchè non si fa il distinguo tra il comportamento e la persona, distinguo semplice da comprendere nella frase: <ti amo tanto ma questo comportamento non lo accetto>.
In questo modo distinguiamo la persona dal suo comportamento poichè il comportamento è legato ai luoghi, e al momento.
Noi tutti cambiamo comportamento a seconda di dove siamo e con chi siamo, vero?
È come un abito che indossiamo per adeguarlo alla situazione e quando questo abito non è adeguato è sempre l’abito e non la persona.
E’ vero che è la persona che lo ha scelto ma è un abito scelto non la persona stessa e per questo possiamo comunicare il distinguo.
Così tu senti che rifiutato è il tuo comportamento e non tu come persona.
Anzi appare uno stimolo a fare scelte migliori senza il ricatto affettivo.
Duque quando la paura nasce dalla freccia del condizionamento riflettiamo su quale, ovvero temo di non essere accettato se soddisfo quel desiderio?
Ma allora sono accettato perchè sono o solo per quel che faccio anche se quel che faccio non mi procura gioia e auto-stima?
Sono condizionato ad uno stile di vita che sento non appartenermi e quindi se seguo un percorso evolutivo che si discosta da quello famigliare posso non essere più accettato?
Ed è come sopra, ed è sempre legato all’auto-stima e al coraggio di essere, oltre che di esistere.
Vediamo ora le frecce della diffidenza e della resistenza.
Come nasce la diffidenza verso il mio avanzare evolutivo?
Sapendo che ogni desiderio è proiettato dalla Coscienza, che ha un unico compito: farmi evolvere,
se provo diffidenza verso un desiderio genuino e utile al mio pregresso ecco che arriva anche la freccia della resistenza.
Ma da dove nasce questa diffidenza e questa resistenza?
Dal non riconoscimento di quanto visto prima.
Cosa importante è il fatto che diffidenza e resistenza a soddisfare i desideri proiettati dalla Coscienza alimenta la disistima e ci si arriva a convincerci di non meritare, ed è qui che vince la forza negativa.
Questo vuol dire ignorare lo scopo della nostra vita e cioè: evolvere.
Dunque vediamo che se la forza negativa, attraverso le varie paure, ha il compito di fermarci noi abbiamo il compito di proseguire e lo possiamo fare tranquillamente riconoscendo le frecce nere e scandole.

Ricorda che i percorsi di crescita, attraverso le varie metodologie della Tecnica Vibrazionale, che fa di me il tuo mentore,  aiutano a chiarire le motivazioni profonde utili al riconoscimento della forza negativa e quindi come, nel quotidiano, imparare ad evitarla e proseguire nel proprio, unico, cammino evolutivo che procura soddisfazione – autostima – gioia – equilibrio.