Come nasce la paura e gli eventuali conseguenti attacchi di panico.
Si dice sempre  ascolta il tuo corpo e non sbagli, ma sappiamo ascoltarlo davvero?
Come nasce la paura?
da uno spavento
– ero immerso nei mei pensieri e non ti ho sentito arrivare
– un BHU! all’improvviso
– uno scherzo che ha proprio lo scopo di spaventarmi per poi ridere insieme, perchè
dopo lo spavento si può riderne, arrabiarci o restare bloccati, sospesi per qualche minuto.
Sono siutazioni che conosciamo tutti. Quante volte abbiamo detto: “son rimasta senza parole dalla sorpersa” nel bene o nel male, oppure: “son rimasta bloccata dalla paura” raccontando come e perchè abbiamo impiegato del tempo per reagire, riflettere, agire o addirittura non abbimo neppure fatto in tempo.
Allo spavento subentra la paura di ciò che ci ha spaventato?
Reagire, riflettere e agire sono questi tre passi del nostro intelletto che ci aiutano a  – vivere – le situazioni di paura.
Vivere nel senso che superato il momento di sospensione osserviamo ciò che ci fa paura:
– è davanti a noi?
– è concreto?
– se si, come posso attraversarlo senza danni, o con minimi danni?
– a volte, come suggerisce il sociobiologo Henry Laborit, la fuga è l’unica via
ed io aggiungo: attenti alla fuga, non fate come nei film dove vediamo che corrono verso luoghi chiusi
autointrappolandosi, la fuga per la salvezza è verso luoghi affollati, e se è un uomo che ci minaccia mai
dimenticare il “colpo invincibile” nei testicoli
– quindi agire
_- non è qualcosa di concreto?
come ad esempio i racconti di paura che ci han fatto da bambini.
Ora siamo adulti si ma rimane dentro quell’alone di leggero tremore in situazioni analoghe.
Anche vagamente analoghe. Le parole hanno suono e come tale hanno un eco e questo risuona
dentro di noi. A volte ci vogliono decenni per spegnere quell’eco, vero?
– è qualcosa che sta nei pensieri?
qualcuno, pessimista, ci proietta sempre situazioni negative, a volte anche catastrofiche e noi non
possiamo non considerarle, come non possiamo non considerare, almeno per controbilanciare,
una proiezione positiva, anche se ipotetica oppure concreta ricordandoci delle nostre capacità
e magari scoprendo risorse inesplorate. Quante volte ci è capitato di raccontare:” non avrei mai
immaginato di poter….”. Ci è successo vero? Questo possiamo dirlo quando non dimentichimo il nostro
intelletto, la nostra autostima e la capacità del nostro istinto di sopravvivenza, perchè se teniamo sveglio
l’intelletto lui sa che l’istinto di sopravvivenza vuole restare in vita, appunto, e quindi così come ci fa
ritrarre subitaneamente la mano da un fonte di fuoco ci manderà soluzioni adeguate per vincere la paura
che ci sta bloccando.
Si dice sempre – ascolta il tuo corpo – e non sbagli, ma sappiamo ascoltarlo davvero?
Sappiamo distinguere la sua voce dalle mille altre voci interiori? Quelle dei condizionamenti, dei complessi, delle aspettative, delle false convinzioni, ad esempio.
Saper distinguere tutte queste voci è una gran bella, e utilissima, scoperta, e non è difficile come può sembrare, anche questo – sembrare – il più delle volte è una falsa convinzione.
A proposito di ciò a volte è troppo facile  trasformare una situazione in una catena, per approfondire questo puoi leggere su: https://www.francaalleva.it/spezzarecatene/capitolo5/lecatenedellefalseconvinzioni.
Gli attacchi di panico nascono nelle situazioni dove non vediamo vie d’uscita e quindi, ovviamente, restiamo paralizzati, in panico appunto. Ma veramente non ci sono vie d’uscita? Da dove nasce questa convinzione?
Forse può esseri è utile leggere anche  gli articoli precenti sulla paura: LA PAURA E LA FORZA NEGATIVA – Franca Alleva