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ABID

Lo conosco al laboratorio del Naga Har.

Timido e taciturno si accosta al tavolo da disegno. Di volta in volta aumenta il suo desiderio di esprimersi attraverso la forma ed il colore ma non c’è verso di fargli capire che non deve eseguire ma lasciar fluire la sua mano liberamente. Era l’anno 2011, dopo il quale mi presi un anno sabbatico dal Naga, avevo dato tutti i miei sabati per sei anni consecutivi, seguendo ed elaborando un centinaio di casi, ero un po’ stanchina. Abid l’ho rivisto dopo qualche anno e mi ha lasciato il suo feedback un po’ in italiano e un po’ in inglese, lo trascrivo integralmente.

”Al laboratorio-arte, Naga-Har di Franca, per me è stata un’esperienza che mi lascia senza parole. Voglio scrivere per dirlo ma cosa scrivo? Non lo so. Provo a dire quel che sento, a proposito di questa esperienza
Arrivo un sabato pomeriggio e vedo tante persone intorno al tavolo e due donne che dicono loro di disegnare ma in modo strano, non dicono cosa disegnare, dicono “disegna quello che senti dentro”.
Strano. Mi siedo al tavolo e chiedo cosa devo disegnare e mi dicono “non pensare cosa disegnare, lascia disegnare la tua mano”. Questo e troppo strano per me.
Ma provo. Tutti i sabati sono lì e Irma e Franca un poco si arrabbiano con me perché dicono che non mi lascio andare, che sono rigido, che ho talento ma non lo lascio uscire. Però mi hanno fatto partecipare alla mostra che si è tenuta a Bresso.
Franca però poi non e più venuta al laboratorio, ha detto che aveva bisogno di vacanza da Naga. Io ho continuato, e continuo, a disegnare, fogli e fogli, perché c’è qualcosa dentro di me che vuole uscire e io la metto su carta.
Kind a satisfaction surrounds me. I am here. I am present. I am alive. I ts’good. Its’nice too feel all this. The agony and pain and suffer y of that time, still remind me the hard days, but now it’s no more an adolescent’s struggle. I am adult now. No, i am a man now.
Una specie di soddisfazione mi circonda. Io sono qui. Io sono presente. Io sono vivo. È una cosa buona. È bello provare tutto questo. L’agonia e il dolore e le sofferenze di tutti quei momenti continuano a ricordarmi i giorni duri, ma ora non c’è più lo struggimento adolescenziale. Sono un adulto ora. No, sono un uomo ora.
Red is sky, with the blue background. Rails, trams, vehicles, which make sounds. Triangles, rectangles, circles and squares. Including lines and cuts, mysteries everywhere . People at home, in the parks, on the streets. My desperate thoughts I
 draw on the sheets.”

“Rosso è il cielo, con lo sfondo blu. Tram, veicoli, che emettono dei suoni. Triangoli, rettangoli, cerchi e quadrati. Incluse linee e tagli, misteri dappertutto. Gente a casa, nei parchi, nelle strade. I miei pensieri disperati, disegno sui fogli.”
Questa è la sensazione che mi ha insegnato Franca in laboratorio di arte Naga-Har, quando mi ha fatto fare un’attività che mi ha fatto piangere, e mi ha spinto a mettere i miei pensieri sulla tela.
Strano ma interessante. Lei è capace di qualcosa che esseri umani sanno in pochi. Lei è forte. Anche io, ho la testa dura. Io non esco dalle cose fisse nella testa. Lei invece vola e fa volare. Molto forte, anzi misteriosa.
I don’t know many things because I don’t have interests in these things. So I don’t feel something which is even so prominent because of lack of interest.
I have to review my interests to understand other phenomenon which are still unknown to me. I was always caught by my fears, worries, thoughts from the past, for the future.
I was living in yesterday or the future.
I was living in yesterday or maybe in tomorrow or maybe both. Today is a new day. With a new past and hopefully with a wonderful future.
I am trying to command my brain. I am trying. Nice try but me remember that it is .
Nice try but me remember that it is difficult for me to do because it is habituated to disturb me continuously.
It is fixed.
Ci sono molte cose che non so perché non mi interessano. Per questo non sento qualcosa nonostante sia così importante a causa della mancanza di interesse.
Devo rivedere i miei interessi per capire gli altri fenomeni che mi rimangono sconosciuti.
Sono sempre stato preda delle mie paure, delle mie preoccupazioni, ricordi del passato per il futuro. Vivevo nell’ieri, o forse nel domani, o forse in entrambi
Oggi è un nuovo giorno. Con un nuovo passato e la speranza di uno splendido futuro
Sto cercando di controllare il mio cervello. Ci sto provando. Bel tentativo ma mi ricorda che è difficile per me farlo perché sono abituato a disturbarmi continuamente. Il mio cervello è fissato. Questi sono i pensieri dopo che Franca mi ha insegnato alcune cose profonde.”

Abid Hussein.


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