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UNA TREDICENNE

Gli adolescenti, che appaiono tanto distratti e interessati a nulla specie se accompagnati dai genitori da qualcuno che “ti può aiutare”, sono in realtà molto attenti e capaci di cogliere quel che può sfuggire agli adulti.
Tra vari casi uno mi ha colpito particolarmente poiché si trattava di una situazione di relazione con i compagni alquanto pesante, con ricadute altrettanto pesanti su l’auto-stima e stima da parte delle sue compagne, che si è risolto in un incontro e 4 disegni.
Quel che mi ha colpita è stato l’aver ricevuto una sua telefonata dove mi comunicava di aver scritto sul nostro incontro, in un tema in classe, chiedendosi e chiedendomi, se volevo leggerlo e poi, con il consenso della madre, mi ha autorizzata a pubblicarla nel libro Spezzare catene..

Tema in classe, titolo:
Un incontro che mi ha commosso e che ha lasciato un segno indelebile nella mia memoria.

 Svolgimento.

“ Un giorno, parlando con E., ho scoperto che lei aveva degli incontri con un’arte-terapeuta di nome Franca Alleva. La sera, tornata a casa, ho saputo che mia madre aveva parlato con la mamma di E. e aveva deciso di fissare un incontro con questa signora.
In quel periodo dovevo anche scegliere la scuola superiore. Io avevo deciso di andare a scuola a Bollate, con una mia amica, solo che lei doveva fare il sociale e io il linguistico.Dopo aver visitato la scuola, l’organizzazione non mi aveva soddisfatta e così, col suggerimento di mia madre, avevo deciso di fare il sociale.
La mia amica era felice, ma la sera sua madre ha telefonato e ha detto alla mia che sua figlia non voleva che andassi a scuola con lei. Io ci soffrii molto, anche per superare questa delusione sono andata da Franca.
Franca è una signora che ha circa quarantacinque anni, è molto simpatica e, per la sua età, si mantiene giovane. La cosa che più mi ha colpito è stata la sua voce delicata e sicura. Il motivo principale per cui sono andata da lei è dimenticare quanto mi hanno fatto soffrire, soprattutto moralmente, i miei compagni e reagire a tutto quello che ho passato e che dovrò ancora affrontare.Quando sono arrivata è stata molto gentile, mi ha fatto accomodare nel suo studio che, come lei, era molto particolare. Nella sala non c’era una scrivania con due sedie, bensì un tavolo e un divano e, ai muri, sono appesi dei bellissimi quadri dipinti da lei.La prima cosa che ho fatto è stata raccontare tutto quello che era successo con l’amica e con i compagni.
Mi ha spiegato una tecnica bellissima per rilassarmi: mi devo mettere più comoda possibile, chiudere gli occhi, fare tre respiri profondi e osservare i colori che vedo dentro di me e, quando vedo un colore unico, devo riaprire gli occhi.
Quando faccio questa tecnica di rilassamento mi sento libera e arrivo quasi, ma proprio quasi, a voler bene ad alcuni compagni stupidi.
Poi mi ha detto che, per la seconda seduta, dovevo portare due disegni, uno in bianco e nero e uno a colori:
Franca mi guarda i disegni e vede nei disegni ma mi spiega tutto alla fine del percorso. Adesso Franca mi aiuta a esprimere i miei talenti.
 Io stimo questa persona perché mi aiuta ad esprimere quello che provo e a reagire a quello che mi fanno.
 Sono sicura che Franca mi aiuta più di quelle professoresse che credono di aver risolto i miei problemi perché sono riuscite a far star calmi i miei compagni ma il giorno dopo tutto ricomincia come prima.
Invece, da quando io reagisco alle loro offese, loro si comportano meglio di quando una prof.ssa fa leggere un brano e lo fa analizzare, Franca invece ha dato un cambio alla mia vita perché ora mi sento più forte e più libera di esprimere le mie idee, riuscirò ad avere una vita più serena grazie a una persona geniale di nome Franca Alleva e ad E. che me l’ha fatta conoscere. “ 


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