GIGI
“Cara amica,
ti scrivo la storia dal mio lato, come l'ho vissuta io, sicuramente il sottoscritto era in crisi, ora lo so e so anche riconoscere questo stato quanto capita agli altri, la crisi è un periodo triste, brutto ma anche molto interessante (se riesci a superarlo).
La crisi a mio parere succede quando ci sono dei cambiamenti, nel senso che le cose così come sono state fino ad ora, non vanno piu' bene. ma come dobbiamo farle...ancora non lo sappiamo, ed entriamo in crisi, che fare?
Le donne sono dotate di maggiore resistenza alla crisi, la natura le ha dotate di lucidità maggiore, soprattutto se hanno figli ancora piccoli.
O meglio, mia moglie era così.
Comunque eravamo agli inizi di questo periodo, abbiamo deciso di andare ad una scuola genitori, che tra l'altro si rivelò molto interessante, imparammo cose meravigliose che servirono anche a farci acquisire maggiore consapevolezza del nostro posto sulla terra, ed a capire meglio le relazioni con gli altri.
Nell'ambito di questo percorso abbiamo accettato un incontro con Franca che ci spiegò i disegni e quelle cose lì.
Morale abbiamo iniziato per gioco, io ho capito che Franca era brava e cercava di farci fare un cammino dentro noi stessi, mi sono accorto di questo quando mi ha chiesto di disegnare la felicità.
Nonostante tutti gli sforzi alla fine sono riuscito a disegnare solo una scena di pace, ma la felicità non ce l'ho fatta, non mi è venuta fuori.
I disegni sono proseguiti, non so quanti ne ho fatti.
Ad un certo punto Franca deve essersi stufata perchè mi ha detto che avevo finito il percorso, ed io sono rimasto lì come un imbecille a domandarmi... e allora? che cosa doveva succedere ancora?
che cosa avevano significato i disegni?
Domandavo a Franca ma le risposte erano ancora più incomprensibili.
Nel frattempo anche mia moglie stava andando avanti invece lei capiva tutto, ogni disegno era come se si lacerasse uno stendardo che le copriva la vista, lei imparava a guardarsi dentro, a capire i conflitti con sua madre, a capire la sua inesistente autostima eccetera.
Bene, il finale per farla breve è stato che lei ha preso su un pò di vestiti dalla nostra casa, i due figli ed è andata ad abitare lontano un paio di km da me, lasciandomi solo (a dire il vero con la mia vecchia madre)!
In pratica dopo varie vicissitudini ho capito (almeno questa è la convinzione che mi sono fatto) che mia moglie ha ritenuto che soltanto dandomi uno schiaffo morale immenso io sarei guarito, oppure mi sarei impiccato, per lei era lo stesso, sarebbe andata avanti bene anche senza un marito sia stressato che guarito.
Così è andata.
Non so cara Franca se tutto questo è stato un bene, comunque di sicuro è stato molto interessante. Ora sono da solo, sempre con la vecchia madre, sto abbastanza bene fisicamente, mi sono abituato non mi manca niente, salvo la famiglia ovvio, il lavoro al momento va bene, i figli fanno il loro mestiere.
Li vedo tutte le sere ed un ora anche al sabato ed alla domenica. Ora sono abbastanza grandi ed io sono in dirittura d'arrivo (verso la prossima crisi) che succederà quando andrò in pensione?
Forse proverò nuovamente a chiedere a Franca di farmi disegnare e poi ancora una volta le chiederò di spiegarmi come sono! Ciao Franca,
Un abbraccio e Buona Pasqua! 2 Aprile 2010”


